Luoghi d'Interesse

Luoghi d’Interesse

Palazzo Giustino Fortunato e Biblioteca. Tra i palazzi signorili abbiamo indicato, in un'altra scheda, il Palazzo della famiglia Fortunato, oggi di proprietà comunale. All'interno si trovano la Biblioteca Comunale con un polo museale, una pinacoteca moderna, l'archivio fotografico moderno, il Museo della Civiltà dell'Aglianico e il Museo multimediale del brigantaggio.Il piano superiore è dedicato alla Biblioteca Comunale Giustino Fortunato, fiore all'occhiello della Basilicata, che conserva, oltre il normale patrimonio librario moderno, gli scaffali e i libri originali di Giustino Fortunato e della sua famiglia. Il patrimonio librario oggi è stimato in circa 30000 volumi. Ristrutturato dopo il terremoto del 1980, ha ripreso il suo antico splendore. Oggi è diventata meta turistica. È punto di riferimento di studenti, studiosi e ricercatori del meridionalismo. Di recente è stata costituita la Fondazione Giustino Fortunato, grazie al supporto economico di un istituto bancario.

Il monte Vulture, i laghi di Monticchio e l'Abbazia di San Michele.  Alle spalle di Rionero emergono le cime del complesso montuoso del Monte Vulture (metri 1327 s.l.m.), che rappresenta un contesto naturale ricco di habitat favorevole a numerose specie animali. Molto ricca e interessante è l'avigenua sia acquatica che di bosco. Nel 1963 l'entomologo altoatesino Federico Harting scoprì la presenza di una falena di grosse dimensioni appartenente alla rara famiglia dei Brameidi, fino ad allora sconosciuta. Per proteggere l'habitat di questa preziosa specie endemica è stata istituita la riserva naturale delle Grotticelle a pochi chilometri dai laghi. Il suo accesso è precluso salvo autorizzazione del Corpo Forestale dello Stato.
Monticchio comprende due graziose frazioni appartenenti al comune di Rionero: Monticchio Bagni e Monticchio Sgarroni, ed è famosa per i due laghi (piccolo e grande), situati a 658 s.l.m.: di essi il primo fa parte del territorio di Atella. Entrambi si trovano all'interno del cratere dell’antico vulcano del Monte Vulture con un territorio circostante caratterizzato da una rigogliosa vegetazione. La conca dei laghi è compresa nel bacino idrometrico del Monte Vulture, ricco di acque minerali e termali.
Nella zona dei laghi, tra un ricco patrimonio boschivo di castagneti e cerri, si trova la Badia di San Michele Arcangelo, costruita nel 1600 dai frati benedettini su una grotta naturale nella quale, secondo la leggenda, apparve San Michele Arcangelo. Un'altra testimonianza è data dai ruderi dell'Abbazia di Sant'Ippolito abitata tra l'XI il XII secolo dai benedettini rifugiatisi per osteggiare la Chiesa di Bisanzio. Sono da vedere nell'Abbazia i bellissimi affreschi di epoca bizantina e medievale, di recente ristrutturati e raffiguranti la Madonna col Bambino tra sei apostoli, tre per lato. Alle spalle dell'altare si trova il meraviglioso presepe realizzato nella parte più interna dell'antica e primitiva grotta sulla quale è poggiata la chiesa. Nelle vicinanze dell'altare, a sinistra, è collocata la statua di San Michele risalente al 1775. Uscendo dall'Abbazia, a sinistra, si trova un “belvedere” rivolto verso i Laghi, che sono nell’area sottostante come due “occhi aperti sul mondo” e immersi in una natura bella e incontaminata.

Le acque minerali. Delle numerose sorgenti del Vulture, da millennio patrimonio idrogeologico unico, sgorgano acque frizzanti, famose per la loro purezza e naturalezza, con caratteristiche organolettiche. L'effervescenza naturale deriva dall'incontro con le caldere sotterranee ricche di anidride carbonica. Sono le acque di Monticchio “Gaudianello” e “Toka”. Altre sorgenti sfruttate commercialmente si trovano nel territorio di Rionero e Atella.

Il museo della civiltà contadina. Risale al 2004 e consiste in una collezione civica composta da donazioni private. È allocata nelle ex scuderie del Palazzo Fortunato ed è suddivisa in tre sezioni. Il visitatore rivive attraverso gli strumenti originali, la vita contadina e la vita quotidiana di un tempo degli abitanti del Vulture. Si possono ammirare gli attrezzi per la cantina, per il lavoro nei campi e la mietitura, per la produzione del vino, le unità di misura, e tanti altri strumenti semplici ed essenziali per l'uomo.

Museo multimediale del brigantaggio post-unitario. Con l'ausilio delle nuove tecnologie il visitatore riuscirà a calarsi nel periodo tanto funestato di metà Ottocento. Immagini, video, voci narranti, musicali, proiezioni cinematografiche, opere pittoriche e fotografiche rievocano prodezze di personaggi importanti del brigantaggio, come Crocco, Ninco Nanco, Michele De Cesare e altri. Si inizia con un’introduzione del brigantaggio, con la presentazione della situazione storico-politica; si passa a conoscere meglio i volti dei briganti e delle brigantesse. Particolare interesse è rivolto alle donne che hanno avuto un ruolo importante nel brigantaggio come vere e proprie guerriere.
Il brigantaggio ha avuto grande influenza sul cinema e sulla letteratura. È il caso di ricordare i film: “L'eredità della priora” di Antonio Giulio Maiano e “Li Chiamarono Briganti” di Squitieri. Moltissimi libri pubblicati trattano il brigantaggio nelle sue diverse sfaccettature.

Nell'Archivio storico comunale sono conservate delibere, ordinanze e manoscritti riguardanti l'attività comunale di Rionero sin dalla sua istituzione. .

Il museo della civiltà dell'Aglianico si presenta come luogo della conoscenza della realtà storica, socio-culturale ed economica attraverso il filo conduttore rappresentato dai prodotti pregiati (come il vino) simbolo dell'area, e allo stesso tempo funzione di attivazione sul territorio d’interessi e attività espressi dai soggetti che vi operano.

Orologio della costa. Nell’omonimo rione sorge, bene in vista da tutto il centro storico, la torre dell’orologio, voluto e fatto costruire dalla Giunta comunale della città, (delibera del 21/12/1888) per collocarvi il vecchio orologio. Il progetto fu redatto dal perito sig. Giulio Pallottino, mentre la costruzione fu curata dal muratore Francesco Di Lonardo.

Il museo di storia naturale del Vulture - Monticchio. Realizzato dalla provincia di Potenza, nell’ambito del progetto A.P.E. (Appennino Parco d’Europa), esso si sviluppa nei primi due piani dell’Abbazia, già dedicata al culto Micaelico, e rappresenta una tappa obbligata, forse propedeutica, per chi intenda davvero scoprire e interpretare le ricchezze e i valori di quei luoghi. Il museo si configura come un’occasione unica per conoscere la straordinaria identità di un patrimonio naturale e culturale solo in parte indagato e studiato, ma la cui tranquilla forza evocativa rimane piena per il visitatore che sappia coglierla e beneficiarsene. Alcune stanze sono dedicate a ciò che più di ogni altra specie vegetale e faunistica rappresenta l’unicità e la particolarità del luogo: la Bramea, l’antichissima farfalla notturna, scoperta solo qualche decennio fa da uno degli ultimi naturalisti esploratori, il conte Federico Harting, altoatesino, tra i più grandi collezionisti italiani di farfalle.
L’allestimento museale ha cura di non sovrapporsi a quanto già la bellissima struttura è in grado di suggerire. Uno spazio è dedicato a un acquario nel quale albergano gran parte delle specie ittiche e della vegetazione acquatica dei laghi, altri, invece, sono dedicati ai molteplici, straordinari e particolarmente mescolati ecosistemi (habitat e collezioni). E’ possibile visitare il Museo durante tutto l’anno. D’estate l’apertura al pubblico è pomeridiana (Ore 15-19). Per il resto dell’anno è antimeridiana (ore 9-13). Per informazioni telefonare al numero 0972731028 o inviando una mail al seguente indirizzo: museodelvulture@provinciapotenza.it. Novità ed orari possono essere consultati sul sito della provincia di Potenza: www.provincia.potenza.it