ITINERARIO 1

L’Itinerario ha inizio a Rionero in Vulture cittadina ai piedi dell’antico vulcano che diede ai natali Giustino Fortunato scrittore e parlamentare impegnato sui temi della questione meridionale.
Le origini risalgono al 1152 come casale del vescovo di Rapolla con il nome di Santa Maria del Rivo Nigro.
Il centro conserva manufatti architettonici come i settecenteschi Palazzi Granata e Fortunato , quest’ultimo oggi sede della biblioteca.
La Chiesa Madre in stile barocco costruita nel 1763 ha all’interno intagli lignei, e una tela del 1500 raffigurante la Madonna col Bambino.
Rionero in Vulture è sede di molte aziende vinicole atte alla produzione dell’Aglianico DOC ed è anche nota per le sorgenti minerali.
A circa due km da Rionero incontriamo Barile dove all’interno del suo centro storico possiamo rinvenire suggestivi ambienti di una antica civiltà contadina.
Ripopolato da albanesi tra il 1400-1500 e successivamente nel XVII sec. da un gruppo di mainotti di provenienza greca. Di interesse storico risultano i palazzi gentilizi la Fontana dello Steccato del 1713, la Fontana del Fico del 1860 e la secolare chiesa del Carmelocon annesso convento.
Nel 1964 Pier Paolo Pasolini ambientò alcune scene del Vangelo secondo Matteo.
In seguito troviamo Rapolla in passato roccaforte longobarda ricostruiti sui resti dell’antica Strapellum.
Sede vescovile dal 603 al 1528 la cittadina ebbe 47 vescovi.
Tra le attrattive storiche troviamo la cattedrale di Rapolla(http://it.wikipedia.org/wiki/Concattedrale_di_Rapolla) costruita nel XII secolo. Altre attrattive storiche sono la croce di san Biagio(http://www.comune.rapolla.pz.it/index.php?option=com_content&task=view&id=359&Itemid=195) la croce del crocifisso che fu innalzata in occasione di una visita di Roberto d’Angiò.
Verso la metà del 1800 in prossimità della via Appia venne ritrovato un sarcofago ancora oggi custodito nel museo nazionale di Melfi.
A pochi km da Rapolla troviamo Melfi, fu abitata sin dal neolitico subendo anche l’influenza romana, successivamente fu dominata dai longobardi e successivamente dai bizantini. Con la nomina a contea normanna melfi acquistò prestigio e venne dotata del famoso castello successivamente ampliato da Svevi e Angioini,sede di numerosi concili e della promulgazione da parte di Federico II delle “Costitutiones Augustales” un innovativo complesso di norme giuridiche.
Di interesse artistico oltre al castello oggi museo nazionale è il Duomo dedicato all’Assunta.
Da melfi arriviamo a monticchio famoso per i suoi laghi ma anche per la presenza di stabilimenti che imbottigliano le pregiate acque minerali del vulture. Il paesaggio è costituito dalla presenza di dense aree boscate fino al tripudio di verde che la conca dei laghi ci offre dall’alto. I due laghi che occupano l’area craterica dell’antico vulcano,sono separati da un istmo della larghezza di circa 200 m.
Oltre a valenze naturalistiche e paesaggistiche l’area vanta anche la presenza di testimonianze storico religiose.
L’abbazia benedettina di San Michele si integra perfettamente con il contesto naturalistico conferendogli un fascino mistico.
II ITINERARIO

Il secondo itinerario si snoda nell’area di maggiore produzione dell’Aglianico, lasciando alle spalle le zone del vulture proseguiamo verso Ginestra.
Il paesaggio per arrivare in questa località è contraddistinto dalla presenza di molti vigneti e oliveti interrotti da grandi canali che scendono lungo le pendici della montagna.
Le origini di questa località risale ai Longobardi a cui seguiranno i Normanni, abbandonato fino al 1482 fu ripopolato da un insediamento albanese di cui si è conservata ancora la lingua l’uso e i constumi di quel tempo.
Di notevole pregio artistico è la chiesa di Santa Maria di Costantinopoli.
Da ginestra arriviamo a ripacandida centro tipicamente medioevale formato da vicoli e vicoletti. Il suo nome deriva da bianca ripa, il centro fu occupato dai longobardie successivamente fu annesso agli angioini allo stato di Melfi; appartenne come feudo alla famiglia Caracciolo e poi passò ai Grimaldi, di notevole interesse è la chiesa di San Donato.
Per quanto riguarda la città di Forenza le origini del suo nome probabilmente deriva dall’antica città di Forentum che sorgeva a diversi km di distanza.
Da visitare sono il centro storico in particolare la chiesa madre e l’Annunziata la prima costruita ed ampliata nel 1800 sulle rovine di una chiesa preesistente, la seconda medioevale custodisce al suo interno un dipinto dell’Annunciazione.
Da forenza si prosegue per palazzo san gervasio la cui storia è legata dal catello realizzato in epoca normanna ampliato e riconvertito da Federico II a riserva di caccia e centro per l’addestramento dei cavalli.
Proseguendo l’itinerario in direzione di venosa troviamo Maschito antica fortificazione romana più volte ripopolata da albanesi tra il XV e XVII sec.
Pare debba il nome al termine latino masculentum nel significato di piantagione di viti maschie.
Il centro rurale ha ben conservato il proprio cuore storico mantenendo intatte alcune strade lastricate con pietre laviche e bicrome nonché alcuni palazzi e palazzotti ben intatti.
Palazzo Manes-Rossi, palazzo Giura  e Cariati.
Un breve tragitto di pochi km e si raggiunge venosa centro gia attivo nel paleolitico inferiore, con la fase di romanizzazione iniziata nel 291 a.c e con il prolungamento della via appia l’antica città di venusia acquistò importanza tanto da godere dello stato di municipium. Nel 65 a.c nacque il celebre poeta Quinto Orazio Flacco poeta latino. Nel medioevo venne occupata dai longobardi e dai bizantinie successivamente subì invasioni saracene.
Di notevole importanza storica è il castello Del Balzo realizzato tra il 1460 e i 1470.

III ITINERARIO

Atella è un centro abitato a ridosso della valle di Vitalba, il suo nome potrebbe risalire a quello di una città osca campana, l’abitato più antico risiedeva sulla sponda destra del torrente levata vicino al sito dell’antica Vitalba la quale risulta visitata sin dall’epoca paleolitica. Sono stati rinvenuti importanti rivenimenti archeologici tra i quali un sarcofago del II secolo d.c scoperto del 1740 scoperto in contrada ponte del molino ora al museo di Napoli. Nella piazza di questa piccola cittadina possiamo ammirare il duomo di Santa Maria ad Nives del XIV sec
Il nostro itinerario ci porta a Filiano un grazioso paese nato probabilmente come insediamento agro-pastorale, ma delle cui origini storiche non si ha documentazione storica certa.
Dopo qualche km troviamo lagopesole un caratteristico borgo dominato dalla superba mole del noto castello grazie ad un lungo lavoro di restauro è quasi totalmente usufruibile dai visitatori.
La città di Acerenza l’antica Acheruntia per la sua particolare posizione è sempre stata una delle roccaforti più ambite dei conquistatori che si sn succeduti nei secoli.
Dopo romani, goti, longobardi e bizantinii normanni la resero contea e l’arricchirono di nuove strutture difensive. Sede vescovile dal V secolo d.c Acerenza nel XI secolo diviene per volontà del papa Niccolo II diocesi metropolitana. Famosa è la sua cattedrale di Santa Maria Assunta e San Canio.