Cenni Storici

Cenni storici

Rionero in Vulture è città risalente all'epoca romana, come testimonia la presenza di alcune ville che la Sopraintendenza ai beni archeologici ha portato alla luce nella zona “Torre degli Embrici”.  Numerosi ritrovamenti sono stati rinvenuti negli scavi effettuati anche nei pressi dell'abitato. Di recente è stata scoperta una serie di tombe ricche di corredi di un certo pregio. Nelle tombe sono stati recuperati dei vasi, degli anelli, degli spilloni da capelli, tutta una serie di oggetti che costituiscono i corredi funerari delle persone inumate. Si tratta di reperti che potrebbero risalire al II secolo dopo Cristo. Lungo la fiumara di Ripacandida si vedono resti di un acquedotto romano. È intenzione dell'Amministrazione Comunale di istituire un antiquarium, che raccolga le varie testimonianze.Nelle fonti scritte la più antica citazione della città risale al 1152, quando era feudo del Vescovado di Rapolla con il nome Santa Maria de Rivonigro. Lo rende noto Giustino Fortunato in un documento allegato nella monografia storica di “Santa Maria di Vitalba” e ripubblicato da Angelo Mercati, ne “Le pergamene di Melfi nell'archivio segreto del Vaticano”. Un'altra menzione si trova nel documento angioino del 1267 che parla di un’Universitas Rivinigri. Nel 1316 in seguito ad un bando di Giovanni D'Angiò che accordava esenzione e immunità per ricostruire Atella, Rionero fu abbandonata.Soltanto nel 1533 vi si stabilirono dei contadini discendenti degli albanesi, già immigrati a Melfi nel 1464, che si accentrarono intorno all’odierna chiesa del SS. Sacramento, seguendo fino al 1627 le celebrazioni secondo il rito greco. Il paese fu quasi raso al suolo dal terremoto del 1694, fu riedificato successivamente dai principi Caracciolo di Torella. Nel 1700 la popolazione crebbe fino a contare novemila abitanti, e per tale incremento demografico Rionero divenne uno dei centri più importanti del Vulture.Molte famiglie borghesi provenienti dai paesi e province limitrofe si stabilirono a Rionero: Pessolano da Atella, Calvanese da Nocera, Fortunato da Giffoni, Catena da Balvano, Giannattasio da San Cipriano Piacentino, Corona da Teora, Granata da Cassano Irpino e Valenzano da Bari. Le idee della Rivoluzione Francese si diffondono in Basilicata ed anche a Rionero. Nel 1793 il paese è in rivolta e grida “Vulimm fa com li francis’”, rifiutando di pagare l'imposta alla regia corte. Nel 1799, come avvenne in altri paesi, fu issato l'albero della libertà, ma ebbe breve vita perché il movimento rivoluzionario fu soffocato dalla reazione borbonica.Pur ingranditasi, Rionero per tutto il 1700 continuò a dipendere da Atella e riuscì ad ottenere l'elevazione a Comune autonomo il 1° maggio 1811 con decreto di Gioacchino Murat, sollecitato da Giustino Fortunato senior. Con questo decreto arriva a Rionero il Giudice di Pace fino ad allora ospitato di fatto ma titolare della madre patria Atella. Nel 1860 fu al centro di moti briganteschi; una delle bande comandata dal leggendario generale rionerese Carmine Crocco, detto Donatello, il quale fece arruolare nella sua compagnia molti contadini, rendendo la resistenza da antiunitaria a una ribellione di classe. Nel 1897, grazie all'impegno di Giustino Fortunato junior, eletto deputato nel 1880 per il collegio di Melfi, Rionero inaugura la sua stazione ferroviaria.Nel 1943, Rionero fu teatro di una feroce rappresaglia nazi-fascista: una donna e un ragazzo morirono nell’assalto ai magazzini dove erano conservati i viveri; altri 16 furono fucilati dai tedeschi per rappresaglia. Una stele fu eretta sul luogo dell'eccidio. Per questa tragedia Rionero ha ottenuto la medaglia d'argento al merito civile. 

Cenni geografici del territorio

Rionero sorge ai piedi del Monte Vulture. Il centro della città è dislocato in una vallata, racchiuso da due collinette: la Costa con la Torre dell'Orologio risalente al 1888, e il Calvario che ha il suo fulcro in Piazza Giustino Fortunato. La città è strutturata in Rioni e alcuni di essi, i più antichi, non hanno perso nel tempo la loro tipicità. I rioni Costa, Morti e Piano delle Cantine sono ricchi di storia contadina che ancora si respira aggirandosi nei tortuosi vicoli. Il centro è Piazza del Popolo che nel 1882 fu ampliata con l'acquisto e la demolizione delle case dei Sigg. Di Maria; in seguito assume il nome di Piazza XX Settembre e poi intitolata a Giustino Fortunato. La città si è estesa negli ultimi decenni nelle nuove aree di espansione di zona Gaudo, San Francesco, Sant'Antonio e Fontanelle.

Origine del nome

Una leggenda racconta che il primo colono mentre arava con una coppia di buoi, uno bianco e l'altro nero, incitava quest'ultimo al lavoro, dicendo “Ara niur! Ara niur!”, cioè tira, ara o tira l'aratro, bue nero! Da qui il nome del luogo prima Are Nigro, Aronigro e poi Rionero. Altri suppongono che l'origine del nome sia dovuta a “Rivus Niger” (Ruscello Nero), dal torrente imperatore che dalla Chiesa di Sant'Antonio scorreva fino a immettersi nella fiumara di Atella. Le acque erano scure perchè scorrevano sulle terre nere pozzolaniche.